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È cambiato il mercato. E con lui è cambiato anche il capitale che guarda alle Isole Canarie.
Per anni una parte del racconto sulle Canarie è stata costruita attorno all’accessibilità: immobili economici, piccoli capitali, occasioni da cogliere rapidamente.


Quella fase oggi pesa molto meno.

Non perché le Canarie abbiano perso attrattività. Al contrario.
Il mercato continua ad attirare domanda, investimenti e operatori internazionali. Ma è diventato più selettivo.
Sempre meno interesse per il semplice immobile. Sempre maggiore attenzione verso asset capaci di produrre reddito, preservare capitale o offrire concrete prospettive di valorizzazione.


Chi è oggi il capitale?

Non soltanto grandi fondi.
Alle Canarie si muovono imprenditori, investitori privati patrimonializzati, family office, holding immobiliari, promotori immobiliari e operatori turistico-ricettivi.
Soggetti diversi per dimensione e strategia, ma accomunati da un approccio sempre più consapevole.
Non cercano semplicemente qualcosa da comprare. Cercano qualcosa che abbia senso possedere.


E i numeri confermano che il capitale continua a guardare all’Arcipelago.

A settembre 2026 il prezzo medio richiesto nelle Canarie si attestava intorno a 3.349 euro al metro quadrato, ancora in crescita su base annua.
Nel 2025 l’Arcipelago ha concentrato oltre 1 miliardo di euro di investimenti alberghieri, risultando la prima destinazione spagnola per volume investito nel settore. Nel primo semestre 2026 sono arrivati altri 363 milioni di euro.
La domanda immobiliare, inoltre, continua a mostrare segnali di interesse, anche da parte di acquirenti internazionali.


Il punto non è se le Canarie siano ancora interessanti
La vera domanda è un’altra: quali operazioni continuano ad avere senso?
Perché oggi il mercato premia molto meno l’acquisto generico e molto di più la qualità dell’opportunità.
Residenziale selezionato.
Nuove costruzioni.
Hospitality.
Terreni e sviluppo.
Asset da valorizzare.

Operazioni immobiliari legate a progetti imprenditoriali.
Il denominatore comune non è più semplicemente la localizzazione alle Canarie.
È la qualità dell’operazione.
ssAnche un investimento contenuto può avere senso. Anche un investimento importante può non averne.


Prezzo e valore non coincidono necessariamente.

Ed è proprio qui che oggi si crea la differenza.
Il mercato non è finito. È diventato più esigente
Le Canarie continuano a offrire opportunità.
Ma non tutte sono uguali. E soprattutto, non tutte meritano capitale.

La trasformazione del mercato nel 2026 è probabilmente tutta qui.
Non sono le Canarie a essere finite.
È finita l’idea che qualsiasi immobile alle Canarie fosse automaticamente un buon investimento.
Oggi il capitale c’è. La domanda c’è. Le opportunità esistono.
Ma la differenza la fa sempre più la capacità di riconoscere quelle realmente valide.

di Fabio Chinellato
Amministratore Unico di “InfoCanarie”
InfoCanarie Promotion and Consulting
www.infocanarie.com –
www.casacanarie.com

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