intervista e reportage di Antonella Pino d’Astore
foto Antonella Pino d’Astore
A meno di un’ora dalle spiagge del sud di Tenerife, la montagna cambia completamente il paesaggio. A Chío, alle porte della Corona Forestal del Teide, una notte in campeggio diventa un viaggio dentro un’altra isola: più selvaggia, silenziosa e sorprendente.
Lasciare la costa di Tenerife quando il termometro segna ancora circa 30 gradi e, meno di un’ora dopo, ritrovarsi circondati da pini, vulcani e aria fresca. È uno dei contrasti più sorprendenti dell’isola.
È qui, nella zona di Chío, alle porte della Corona Forestal del Teide, che abbiamo scelto di trascorrere una notte diversa dal solito: tenda, sacco a pelo, cena all’aperto e, soprattutto, nessun rumore di città.
Ad accompagnarci c’è Giovanna, grande appassionata di trekking, che conosce bene i sentieri e gli ambienti naturali di Tenerife e che vive tra l’isola e Madrid. La sua esperienza aiuta a leggere un territorio che spesso rimane fuori dall’immaginario del turista che arriva alle Canarie pensando soprattutto a mare e spiagge.
“Tenerife offre una rete di sentieri assolutamente incredibili, tutti indicati benissimo, segnalati, tutto molto ben organizzato e con una varietà di panorami e paesaggi che secondo me il turista tipico che viene alle Canarie nemmeno si immagina”.
Ed è proprio questa la sensazione che si prova arrivando quassù. La Tenerife della costa sembra improvvisamente lontanissima. Il paesaggio cambia rapidamente, l’aria diventa più fresca e la presenza dei pini domina la scena.
Giovanna parla di “microecosistemi” che possono cambiare drasticamente anche all’interno della stessa isola. È una delle caratteristiche che, secondo lei, rende l’arcipelago particolarmente interessante per chi ama camminare e scoprire ambienti naturali diversi.
“Questi paesaggi incredibili creati dai vulcani, questi mini ecosistemi e microsistemi che ci sono sulle isole che cambiano così drasticamente da un lato all’altro e questo misto di alta montagna e mare secondo me le rendono abbastanza uniche”.
Un campeggio gratuito, ma con prenotazione
L’esperienza è accessibile, ma non significa arrivare semplicemente con la tenda e scegliere un posto. L’area di campeggio è gestita dal Cabildo de Tenerife e l’accesso è contingentato.
La prenotazione deve essere effettuata online attraverso la piattaforma del Cabildo e, anche se il soggiorno è gratuito, la prenotazione viene verificata all’ingresso.
Una volta sistemata la tenda, l’ambiente è essenziale ma organizzato: ci sono bagni, docce, tavoli da picnic e aree dedicate alle tende e ai camper. L’atmosfera rimane comunque quella di un campeggio immerso nella natura, lontano da strutture turistiche e dal rumore.
“Sono campeggi abbastanza basici, cioè ti offrono il posto di campeggio, ci sono i bagni, ci sono le docce e i tavolini da picnic e tutto molto così, abbastanza rustico”.
La semplicità, in questo caso, è parte dell’esperienza. Qui non si viene per avere tutto a portata di mano, ma per recuperare un rapporto più diretto con l’ambiente.

Il vero lusso? Il silenzio
Quando cala la sera, la cosa che colpisce più di tutto non è necessariamente il paesaggio. È il silenzio.
Niente traffico, niente musica, niente luci urbane. Solo il vento tra gli alberi, qualche uccello e i rumori della natura.
Per Giovanna, è proprio questo uno degli elementi più preziosi dell’esperienza.
“Io credo che oggigiorno tutti abbiamo bisogno, anche se non lo facciamo, di allontanarci da questo bombardamento sensoriale che abbiamo. Qui non c’è niente, quindi volente o nolente uno si rilassa, comincia a guardare gli alberi, a guardare le stelle, ad ascoltare i rumori della natura”.
E quando il buio diventa completo, arriva un altro spettacolo: il cielo.
A questa quota, lontano dai centri abitati e dalle principali fonti di illuminazione, la notte restituisce un cielo molto diverso da quello che siamo abituati a vedere nelle città. Le stelle aumentano, la Via Lattea può diventare visibile e, per chi sa riconoscerli, compaiono anche pianeti e costellazioni.
È uno dei momenti in cui ci si rende conto che il campeggio non è semplicemente un modo economico per dormire. È un modo diverso di vivere Tenerife.
Dalla spiaggia alla montagna in poche decine di minuti
Uno degli aspetti più interessanti di questa esperienza è proprio il contrasto geografico.
Al mattino si può essere sulla costa, tra mare e spiagge, e poco dopo trovarsi in un ambiente di alta montagna. La zona del campeggio si trova infatti a circa 1.600-1.700 metri, mentre il Teide supera i 3.700.
Per affrontare la notte non servono necessariamente esperienza tecnica o attrezzature professionali, ma serve preparazione. La temperatura può scendere sensibilmente dopo il tramonto, anche quando sulla costa fa ancora caldo.
Tenda, sacco a pelo adeguato, abbigliamento caldo, acqua e cibo sono quindi elementi fondamentali. Le strutture presenti nell’area sono essenziali e non bisogna aspettarsi i servizi di una struttura ricettiva tradizionale.
Il messaggio di Giovanna è semplice: questa esperienza può essere alla portata di molti, ma la montagna va affrontata con rispetto e preparazione.
Una Tenerife meno conosciuta
Chío non è l’unico punto dell’isola dove vivere questo tipo di esperienza. Nell’intervista realizzata per CIESSE Radio Canarie, Giovanna ricorda anche l’area ricreativa di Las Lajas, sull’altro accesso al Parco del Teide, e l’area di Los Pedregales nella zona del Teno.
Ma il punto, forse, non è soltanto scegliere un campeggio.
È scoprire che Tenerife possiede molte anime diverse e che alcune delle più interessanti si trovano lontano dalle località balneari.
“Godersi le spiagge e il mare, che sono eccezionali, però non tralasciare ovviamente il Parco del Teide, che è qualcosa di unico al mondo, ma anche queste parti un po’ più remote, un po’ più selvagge”.
Giovanna cita il Massiccio del Teno, la Corona Forestal e il Bosco della Anaga come esempi di una Tenerife “meno conosciuta, più inaspettata”.
Ed è forse questa la vera scoperta di una notte a Chío: non serve andare lontano per cambiare completamente paesaggio.
Basta lasciare il mare alle spalle, salire verso la montagna e fermarsi ad ascoltare.
Prima il rumore dei passi sul sentiero. Poi quello del vento tra i pini. Infine, quando arriva la notte, il silenzio.
E sopra la testa, un cielo pieno di stelle.
Antonella Pino d’Astore














