La Storia come investimento: perché le Istituzioni devono puntare sulla memoria dell’Arcipelago
di Alfonso Licata*
In un’era di globalizzazione accelerata, le Isole Canarie si trovano di fronte a una sfida cruciale: definire la propria identità non solo come destinazione turistica d’eccellenza, ma come una comunità consapevole, orgogliosa e intellettualmente sovrana.
Il patrimonio delle isole no è un semplice accessorio estetico per i dépliant, bensì l’infrastruttura vitale su cui deve fondarsi il futuro sociale ed economico dell’arcipelago.
Le tradizioni popolari, dalle festose romerías al suono evocativo del timple, sono manifestazioni preziose dello spirito canario e il volto visibile di un’anima antica. Tuttavia, affinché queste espressioni mantengano la loro forza comunicativa e non corrano il rischio di svuotarsi di significato, devono essere supportate da una solida coscienza scientifica.
Preservare l’identità non significa solo ripetere gesti, ma comprenderne l’origine profonda e l’evoluzione nel corso dei secoli.
Quando il folklore incontra la ricerca storiografica, smette di essere mero intrattenimento per trasformarsi nella testimonianza di un popolo che cammina con cognizione di causa.
Per questo, è fondamentale che la celebrazione della tradizione vada di pari passo con un impegno rigoroso nella ricerca, trasformando la memoria in un sapere vivo e dinamico.
Per cogliere la vera essenza delle Canarie, non basta enumerare date o eventi bellici; è necessario un profondo studio storico-antropologico che analizzi l’evoluzione dell’essere umano canario nel suo ambiente.

Studiare le dinamiche sociali, i flussi migratori, i cambiamenti nei costumi e le forme di adattamento al territorio permette di restituire la necessaria complessità alla nostra narrativa.
L’antropologia storica ci insegna che l’identità non è un dato statico, ma un processo di sintesi continua. Comprendere come le influenze aborigene (majos, bimbaches, guanches) si siano intrecciate con le correnti atlantiche e mediterranee dopo la riscoperta del XIV secolo è la chiave per interpretare la società contemporanea e le sue sfide.

Affinché questo processo di maturazione sociale avvenga, è necessario un ruolo proattivo e visionario delle Istituzioni locali. La cultura deve essere riconosciuta come un settore strategico al pari del turismo o delle energie rinnovabili. Si rende necessaria un’agenda politica incentrata sui seguenti pilastri:
Creazione di Centri di Ricerca e Studi Storici
È prioritario istituire strutture dedicate alla ricerca scientifica del periodo successivo alla riscoperta. Centri di studio che fungano da fulcro per ricercatori e storici, con l’obiettivo di ricostruire i legami tra l’Europa e l’arcipelago, partendo dalla figura fondamentale di Lanzarotto Malocello.
Le istituzioni devono sostenere attivamente le associazioni che operano in ambito storico, fornendo non solo fondi, ma anche spazi e strumenti per la realizzazione di congressi, mostre e pubblicazioni di alto profilo scientifico.
La vera sfida per il futuro si gioca nelle aule. È essenziale che la storia e l’antropologia dell’arcipelago entrino nei programmi educativi con una nuova dignità.
Educare i giovani alla storia della propria terra — spiegando, ad esempio, l’origine della toponomastica o l’importanza delle antiche tecniche di gestione dell’acqua — significa formare cittadini più critici e meno vulnerabili alle manipolazioni esterne.
I progetti di divulgazione scolastica innovativi possono trasformare la storia in una materia appassionante, capace di spiegare il presente attraverso le lenti del passato. Il futuro delle Isole Canarie non si scrive solo negli uffici del turismo, ma deve nutrirsi nelle biblioteche, nei laboratori di ricerca e nelle piazze dove la storia si discute e si ama.
Solo attraverso una piena consapevolezza delle proprie radici l’arcipelago potrà navigare verso il domani con la certezza di chi sa da dove viene e, soprattutto, quale modello di sviluppo vuole costruire per le generazioni future.
*Presidente della Società Dante Alighieri delle Isole Canarie
*Accademico della Accademia di Scienze, Ingegneria e Umanistica di Lanzarote
*Accademico corrispondente della Academia de la Diplomazia del Regno di Spagna













