reportage e intervista di Antonella Pino d’Astore
L’attività sismica registrata negli ultimi mesi a Tenerife continua a suscitare attenzione e domande tra residenti e turisti. Sciami sismici, movimenti nel sottosuolo, monitoraggi costanti del Teide: cosa sta realmente accadendo nel ventre dell’isola?
Luca D’Auria: “Tenerife è pronta, ma dobbiamo imparare a convivere con il vulcano”
Per cercare di comprendere meglio la situazione attuale, abbiamo intervistato in esclusiva per CIESSE RADIO CANARIE il geofisico e vulcanologo italiano Luca D’Auria, tra i massimi esperti internazionali nel monitoraggio vulcanico.
Napoletano, classe 1975, D’Auria dirige dal 2016 l’Area di Vigilanza Vulcanica dell’INVOLCAN e coordina il monitoraggio dei vulcani attivi dell’arcipelago canario, incluso il Teide. È stato uno dei principali riferimenti scientifici durante l’eruzione del Cumbre Vieja a La Palma nel 2021.
Luca D’Auria: “Tenerife è pronta, ma dobbiamo imparare a convivere con il vulcano”
“Tenerife ha uno dei sistemi di monitoraggio migliori al mondo”
Nel corso dell’intervista, D’Auria ha spiegato che Tenerife dispone oggi di una delle reti di controllo vulcanico più avanzate del pianeta.
L’isola, infatti, sarà il primo sistema vulcanico al mondo ad avere contemporaneamente tre gravimetri quantici, strumenti estremamente sofisticati capaci di rilevare minime variazioni del campo gravitazionale terrestre e quindi eventuali movimenti di magma in profondità.
Secondo il vulcanologo, gli sciami sismici registrati negli ultimi mesi non indicano un’eruzione imminente.
Si tratta prevalentemente di fenomeni idrotermali: movimenti di fluidi caldi e gas che attraversano le fratture interne del vulcano generando piccoli terremoti.
“Tenerife è un’isola vulcanicamente attiva e prima o poi ci sarà una nuova eruzione, ma al momento non esistono segnali che facciano pensare a un evento imminente”, ha spiegato D’Auria durante la nostra conversazione.
Cosa succede davvero sotto Tenerife?
Uno degli aspetti più interessanti dell’intervista riguarda proprio il tentativo di spiegare in modo semplice ciò che accade nel sottosuolo.
Molti residenti percepiscono i terremoti come eventi misteriosi e inquietanti, ma D’Auria sottolinea che il vulcano “parla continuamente” attraverso segnali che gli scienziati monitorano costantemente: deformazioni del terreno, emissioni di gas, micro-sismicità e variazioni geochimiche.
Secondo gli esperti, parte della sismicità registrata deriva anche dal peso stesso dell’isola sulle rocce profonde, che periodicamente si fratturano generando piccoli terremoti.
Il piano d’emergenza è davvero pronto?
Durante l’intervista abbiamo affrontato anche un tema molto sentito dalla popolazione: la preparazione delle Canarie in caso di emergenza vulcanica.
Dopo l’esperienza di La Palma, il sistema di protezione civile e monitoraggio è stato ulteriormente rafforzato. D’Auria ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra scienziati, istituzioni e cittadini.
L’obiettivo non è creare allarmismo, ma costruire una cultura della prevenzione.
La mia riflessione: gli italiani partecipano poco agli incontri informativi
Qualche mese fa ho partecipato personalmente a una charla organizzata ad Adeje sul rischio vulcanico e sui piani di emergenza. Un incontro molto interessante e utile, durante il quale ricercatori di INVOLCAN spiegavano in modo chiaro come comportarsi in caso di crisi.
Ho però notato un aspetto significativo: la quasi totalità dei partecipanti era composta da cittadini canari. Gli italiani residenti erano praticamente assenti.
Una riflessione che ho voluto condividere anche con Luca D’Auria.
Vivendo alle Canarie, spesso dimentichiamo che ci troviamo in un territorio vulcanico attivo. Informarsi, partecipare agli incontri pubblici e conoscere i protocolli di emergenza dovrebbe essere considerato un gesto di responsabilità verso sé stessi e verso la comunità.
Forse sarebbe utile coinvolgere maggiormente anche le comunità straniere residenti attraverso incontri multilingue, campagne informative dedicate o collaborazioni con media internazionali presenti sul territorio.
Dalla Campania alle Canarie: l’eccellenza italiana nella scienza
Prima di arrivare a Tenerife, Luca D’Auria ha lavorato per anni presso l’Osservatorio Vesuviano di Napoli, occupandosi del monitoraggio di Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia.
Una carriera internazionale che lo ha portato a collaborare con istituti scientifici di tutto il mondo, dal Giappone alle Hawaii.
Da italiani all’estero, non possiamo che provare orgoglio nel vedere un connazionale ricoprire un ruolo così delicato e prestigioso in un territorio strategico come le Canarie.
Un messaggio chiaro: niente panico, ma consapevolezza
Il messaggio finale lanciato da D’Auria è chiaro: non bisogna vivere nella paura, ma nella consapevolezza.
Le Canarie convivono da sempre con la propria natura vulcanica e oggi dispongono di strumenti scientifici e sistemi di monitoraggio estremamente avanzati.
La conoscenza resta la migliore forma di prevenzione.
Antonella Pino d’Astore
















