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ascolta l’intervista completa realizzata da Beppe Tuoto su Ciesse Radio Canarie

L’estate è molto più di una stagione. È un tempo che cambia il nostro ritmo, modifica le nostre abitudini e, soprattutto, amplifica ciò che sentiamo.

Con l’arrivo del sole immaginiamo vacanze, mare, libertà e leggerezza. Eppure, se impariamo ad ascoltarci con attenzione, scopriamo che l’estate è anche una stagione profondamente emozionale, capace di far emergere gioia, nostalgia, entusiasmo, ma anche solitudine, malinconia e paura di essere esclusi, emozioni vissute come luci o come ombre.

In Emozionologia osserviamo spesso un fenomeno interessante: quando rallenta il rumore della routine, aumenta il volume della nostra vita interiore.

La gioia di sentirsi finalmente liberi.

L’attesa delle vacanze produce un entusiasmo particolare: preparare una valigia, immaginare un viaggio o semplicemente sapere che presto rallenteremo ci restituisce una sensazione di leggerezza.

Non è soltanto felicità, è la mente che inizia a liberarsi dai doveri quotidiani. Togliere l’orologio, camminare a piedi nudi sulla spiaggia, pranzare senza guardare continuamente il telefono sono piccoli gesti che ci ricordano chi siamo quando smettiamo di identificarci con il nostro ruolo professionale. In quei momenti torniamo semplicemente ad essere persone.

La natura ci insegna a meravigliarci.

Il rumore delle onde, un tramonto sul mare, il cielo stellato, il profumo della salsedine: l’estate riattiva i nostri sensi e ci riconnette alla natura.

La psicologia definisce questa esperienza awe, uno stato di meraviglia che amplia la prospettiva, favorisce il benessere e ci fa sentire parte di qualcosa di più grande. Le ricerche mostrano che il contatto con la natura e le esperienze di meraviglia migliorano il benessere psicologico, rafforzano il senso di connessione e favoriscono emozioni positive.

Forse è proprio questo il dono più prezioso dell’estate: ricordarci che la felicità non nasce solo dal fare, ma anche dal saper contemplare.

Le emozioni invisibili dell’estate.

Esiste però un’altra estate, molto meno raccontata: è quella di chi resta solo mentre la città si svuota, di chi non può permettersi una vacanza… Di chi vive un lutto, una separazione o un momento difficile mentre tutto intorno sembra obbligare alla felicità.

Durante l’anno la routine spesso copre il senso di vuoto, d’estate, invece, il silenzio lo rende più evidente.

Anche la continua esposizione sui social delle “vite perfette” può alimentare la cosiddetta FOMO (Fear of Missing Out): la sensazione di essere gli unici ad essere tagliati fuori. Questo confronto continuo può aumentare ansia, tristezza e senso di inadeguatezza.

In Emozionologia ricordiamo sempre una cosa importante: nessuna emozione è sbagliata. Non esiste un obbligo di sentirsi felici solo perché fuori c’è il sole.

La malinconia che anticipa settembre.

Verso la fine dell’estate molte persone avvertono una sottile tristezza. Non è nostalgia delle vacanze: spesso è il timore di rientrare nella “gabbia” delle responsabilità, delle corse e degli impegni.

Questa malinconia non va combattuta, va ascoltata e può dirci che qualcosa nella nostra quotidianità ha bisogno di essere ripensato.

L’estate come occasione di ascolto.

Ogni stagione porta con sé emozioni diverse. L’estate ci offre un’opportunità preziosa: rallentare abbastanza da poterle finalmente ascoltare. Se provi gioia, vivila pienamente. Se senti malinconia o solitudine, non colpevolizzarti: accogli ciò che emerge con gentilezza.

Se quest’estate ti senti bene, condividi quel benessere: una telefonata a un parente anziano, un pranzo con un vicino rimasto in città, un invito spontaneo a chi sai essere solo.

Le relazioni rappresentano uno dei principali fattori protettivi del benessere psicologico e della resilienza emotiva. Sentirsi accolti e connessi riduce la percezione di solitudine e favorisce una migliore qualità della vita. Condividere la propria luce è uno dei modi più autentici per moltiplicarla.

Perché l’estate più bella non è quella perfetta, è quella in cui impariamo ad ascoltarci e ad ascoltare…

Klaudia Fliegelova – fondatrice di Emozionologia® 

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