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L’acquacoltura è diventata una delle principali fonti di proteine acquatiche a livello mondiale.

Ricercatori di ECOAQUA identificano estratti naturali in grado di rafforzare la salute dei pesci d’allevamento e ridurre la dipendenza dagli antibiotici.

Uno studio, al quale partecipano anche l’IRTA della Generalitat de Catalunya e l’azienda PTAqua, dimostra che diversi estratti naturali di origine terrestre e marina, ottenuti trasformando i rifiuti in risorse utili, possono agire in modo complementare: alcuni fornendo protezione antiossidante e antibatterica, altri rafforzando le difese immunitarie.

Il Grupo de Investigación en Acuicultura (GIA) dell’Instituto Universitario ECOAQUA dell’Universidad de Las Palmas de Gran Canaria (ULPGC), insieme ai ricercatori dell’ Institut de Recerca i Tecnologia Agroalimentàries (IRTA) della Generalitat de Catalunya e all’azienda PTAqua, ha dimostrato in un recente studio il potenziale di diversi estratti naturali ottenuti da residui agricoli e biomassa marina nel migliorare in modo più sostenibile la salute dei pesci d’acquacoltura.

Fonti di proteine acquatiche a livello mondiale

L’acquacoltura è diventata una delle principali fonti di proteine acquatiche a livello mondiale. Con l’aumento del consumo globale di pesce cresce anche la necessità di produrre alimenti in modo sostenibile e sicuro.

Tuttavia, questa espansione comporta importanti sfide, tra cui le malattie infettive, la dipendenza dagli antibiotici e la pressione ambientale derivante dai sistemi di produzione intensiva.

In questo contesto, lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Marine Science con il titolo “Antioxidant, antibacterial, and immunostimulatory potentials of terrestrial and marine extracts from by-products and low-value biomass: an ex vivo study in gilthead seabream (Sparus aurata) head kidney leukocytes”, ha esplorato un’alternativa promettente: l’utilizzo di residui agricoli e biomassa marina come fonte di composti naturali in grado di migliorare la salute dei pesci.

Dai rifiuti alle risorse: economia circolare e sostenibilità

Oltre alle applicazioni nel settore dell’acquacoltura, il lavoro evidenzia il valore del recupero dei residui agroindustriali e della biomassa marina a basso valore commerciale, in piena sintonia con il modello di economia circolare e sostenibilità promosso dall’Unione Europea.

Molti dei residui generati dall’industria alimentare contengono ancora molecole bioattive di grande interesse biotecnologico. È il caso, ad esempio, delle bucce della frutta o di alcune alghe con scarso impiego commerciale. Anziché essere scartati, questi materiali potrebbero essere trasformati in ingredienti funzionali destinati all’alimentazione animale.

L’idea è semplice: trasformare i rifiuti in risorse utili. In questo modo si riducono gli sprechi, si valorizzano le materie prime locali e si sviluppano ingredienti ad alto valore aggiunto per settori strategici come l’acquacoltura.
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Foto: ricercatore del GIA di ECOAQUA Luis Molina Roque durante una fase della ricerca

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