La Laguna. Il Convento di Santa Catalina de Siena, un riferimento per la fede e la tradizione religiosa dell’isola
Nel 2026 il Convento di Santa Catalina de Siena (Santa Caterina da Siena), a San Cristóbal de La Laguna, Tenerife, si conferma un punto di riferimento per la fede e la tradizione religiosa dell’isola, in particolare nel mese di febbraio.
Visite e pellegrinaggi
In occasione delle celebrazioni annuali, centinaia di fedeli si recano al convento per rendere omaggio al corpo incorrotto della religiosa, tradizionalmente esposto durante l’anniversario. Le principali iniziative si svolgono tra il 14 e il 22 febbraio 2026.
Restauro del patrimonio
Parallelamente, il Cabildo di Tenerife prevede di completare entro il primo trimestre del 2026 il restauro della cancellata (rejería) del convento di Las Catalinas, un intervento volto a migliorare la conservazione e la tutela dell’edificio storico.

Era il 1611 quando Juan de Cabras, sindaco dell’isola La Palma, e sua moglie Doña Maria de Salas, acquistarono i terreni che occupavano la casa de “los Adelantados e li cedettero per la costruzione di un convento di monache di clausura. Inaugurato il 23 aprile dello stesso anno nel convento entrarono quattro monache domenicane provenienti da Siviglia.
Il monastero assunse l’attuale struttura nel XVII sec. epoca in cui possedeva tali ricchezze da essere considerato tra i primi dell’isola. Architettonicamente rappresenta lo stile conventuale dell’epoca.
Risalta la parte esterna del tetto di tegole, gli alti muri con persiane nelle celle di vera tradizione “mudéjar”(stile ispano-arabo considerato una variante spagnola dell’architettura europea, rielaborando e reiventando un nuovo stile di enorme importanza nella storia dell’arte spagnola).
Stessa ispirazione nei balconi sporgenti con tradizionali finestre arabe, per vedere senza essere visti. La chiesa, edificata nello stesso anno, é a una sola navata con pavimento in marmo, piú recente, e tetto di tegole. Di grande rilievo le due porte di accesso, in legno intagliato, incorniciate da archi in granito.
Le spoglie intatte de “La Siervita”
La chiesa custodisce un prezioso sarcofago dorato nel quale giacciono le spoglie intatte de “La Siervita”, la “Sierva de Dios”, Suor Maria de Jesús Léon y Delgado. Il 15 febbraio 1731, trecento anni dopo la morte della monaca fu il Capitan de Navío D. Arnaro Rodríguez Felipe (noto come Amaro Dardo) a chiedere di esumarne il corpo.
I superiori dell’ordine di San Domenico concessero il permesso e le spoglie furono poste in un feretro di legno, cosa alquanto inusuale in quanto le religiose erano sepolte nella propria terra.
Da quel giorno le spoglie de “La Siervita” riposano nel sarcofago donato dal “Capitan”. Ogni anno il 15 febbraio si venerano le spoglie de “La Siervita” il cui corpo si é conservato intatto durante tutti questi anni e della quale le autorità ecclesiastiche stanno trattando il processo di canonizzazione.
Dopo oltre trecento anni sono migliaia i fedeli che, da tutte le isole, si recano a visitare i resti mortali de “La Siervita” nell’anniversario della sua morte.
di Paola Nicelli
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