Circuito Automobilistico. Revocato il permesso dal Consiglio delle Acque di Tenerife
La realizzazione del Circuito Automobilistico di Tenerife incontra un nuovo e rilevante ostacolo amministrativo.
Il Consiglio delle Acque di Tenerife ha avviato una procedura per revocare il permesso relativo ai lavori del progetto, a causa della scadenza dell’autorizzazione e del mancato rispetto dei termini stabiliti per l’esecuzione degli interventi.
Secondo quanto riportato in un comunicato pubblicato venerdì sulla Gazzetta Ufficiale delle Isole Canarie (BOC), il Dipartimento delle Strade non ha rispettato le scadenze previste, determinando così la decadenza del permesso.
L’autorizzazione riguardava specifici lavori sui corsi d’acqua, inseriti nel Progetto di Adeguamento del Parco Automobilistico Internazionale di Tenerife al Piano di Difesa dalle Inondazioni, nel comune di Granadilla de Abona.
Il permesso era stato concesso per la prima volta il 1° dicembre 2014 ed era stato prorogato in due occasioni, l’ultima delle quali il 6 marzo 2024.
Circuito Automobilistico di Tenerife: dovrebbe occupare almeno 650.000 metri quadrati
Il progetto del Circuito Automobilistico di Tenerife, che dovrebbe occupare almeno 650.000 metri quadrati e comportare un investimento di 51 milioni di euro di fondi pubblici, è oggetto di critiche e controversie legali sin dalla sua presentazione.
L’ultima sentenza giudiziaria, emessa lo scorso novembre, ha stabilito che la Dichiarazione di Impatto Ambientale (DIA) risulta scaduta e che i lavori violano il Catalogo delle Specie Protette delle Isole Canarie.
Alla luce di questa decisione, l’Associazione Amici della Natura di Tenerife (ATAN) ha richiesto l’immediata sospensione dei lavori, sottolineando i potenziali rischi ambientali connessi all’avanzamento del progetto.
Come riportato da Canarias Ahora, gli interventi già effettuati sul sito sarebbero stati limitati e comprenderebbero la rimozione e il reimpianto di specie vegetali protette, la bonifica del tracciato, studi e rilievi archeologici, oltre a lavori di scavo per il sistema di drenaggio.
La procedura di revoca rappresenta un ulteriore elemento di incertezza per il futuro dell’infrastruttura, mentre prosegue il dibattito pubblico sull’impatto ambientale, economico e territoriale dell’opera.














