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Carburante per Ryanair. Cosa succederà dopo maggio?

Durante un incontro a Dublino con un ristretto gruppo di giornalisti italiani, il CEO del gruppo Ryanair, Michael O’Leary, ha messo in evidenza due aspetti principali.

In primo luogo, ha previsto un aumento significativo dei costi del carburante: tra aprile e maggio 2026 la compagnia dovrà sostenere una spesa aggiuntiva di almeno 100 milioni di euro.

Questo nonostante Ryanair abbia coperto circa l’80% del fabbisogno tramite operazioni di hedging, lasciando il restante 20% esposto alle oscillazioni del mercato.

Il secondo punto riguarda l’incertezza futura: dopo maggio 2026, ha spiegato O’Leary, la situazione legata alla disponibilità di carburante resta poco prevedibile. Per il periodo pasquale, tuttavia, non si sono registrate criticità, anche perché — implicitamente — gran parte dei voli risultava già venduta con largo anticipo.

Le preoccupazioni si concentrano invece sulla stagione estiva. Secondo il CEO, la domanda appare più debole del previsto, influenzata da fattori esterni come il clima mediatico e la diffusione di notizie spesso poco accurate, soprattutto sui social.

A incidere potrebbe però essere anche un elemento più concreto: la ridotta capacità di spesa di una parte consistente dei consumatori. A ciò si aggiungono le conseguenze dei recenti disagi nei voli, in particolare per i passeggeri transitati nell’area del Golfo, che si sono ritrovati bloccati lontano da casa con costi imprevisti per il rientro.

Questi episodi potrebbero aver generato una certa diffidenza nei viaggiatori, alimentando il timore di restare nuovamente bloccati, magari a causa di eventuali problemi legati al carburante.

Una percezione che potrebbe tradursi in cancellazioni o, più frequentemente, nella tendenza a rimandare l’acquisto dei biglietti.

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