Ciesse Radio intervista il Console Bigazzi ad Arona, Isole Canarie
La cucina italiana è diventata patrimonio dell’umanità: ne parliamo anche con il vice console Bigazzi, approfittando della nostra intervista.
Ascolta l’intervista completa andata in onda su Radio Ciesse.
È stata una giornata importante per la comunità italiana alle Canarie e per la cultura del nostro Paese nel mondo. Dai microfoni di Ciesse Radio arriva una notizia attesa da anni: la cucina italiana è stata ufficialmente riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità. Un annuncio che fa da cornice alla Settimana della Cucina Italiana nel Mondo e che conferma quanto la tradizione gastronomica del nostro Paese sia considerata un bene universale.
A commentare il traguardo è il Console Dott. Bigazzi, incontrato presso il Viceconsolato d’Italia ad Arona.
“Un bene comune che racconta identità e saper fare”
«È una notizia molto attesa» racconta il Console, dando il benvenuto agli ascoltatori.
«La cucina italiana ha finalmente il suo riconoscimento internazionale come patrimonio immateriale dell’umanità. È un traguardo che valorizza non solo i piatti, ma tutto ciò che c’è dietro: la tradizione, la convivialità, l’identità, l’innovazione e il lavoro di un’intera filiera, dai cuochi ai produttori, fino alle famiglie che la tramandano.»
Il Console sottolinea come spesso gli italiani d’Italia diano per scontata questa ricchezza, mentre all’estero la cucina italiana è percepita come un modello di eccellenza: «È davvero apprezzatissima e riconosciuta tra le grandi cucine del mondo.»
L’attività del Vice Consolato di Arona
L’occasione permette anche di fare un bilancio dei primi tre anni del Vice Consolato di Arona, inaugurato il 15 marzo 2022 con il Console Bigazzi alla guida.
«Sono di parte – ammette sorridendo – perché avendolo aperto mi ci dedico con particolare impegno. Spero che i connazionali stiano apprezzando il lavoro svolto, con servizi in crescita e uno staff che continua ad ampliarsi.»
La comunità italiana alle Canarie è in costante espansione: «Negli ultimi due anni il numero dei connazionali che si trasferiscono è aumentato sensibilmente. Questo comporta una pressione crescente sui servizi consolari, ma anche un rafforzamento dell’assistenza, soprattutto nei casi di fragilità o emergenza.»
Il bilancio è comunque positivo: «Tutto è cresciuto: servizi, richieste, interventi di assistenza. Un lavoro a 360 gradi che richiede impegno quotidiano.»
Verso il futuro: nuove risorse e possibile elevazione di rango
Si parla anche delle prospettive per il futuro del Vice Consolato.
«Il Ministero sta studiando la possibilità di elevare la sede di Arona a Consolato. Non sarà ancora un Consolato Generale, ma il passaggio da Vice Consolato a Consolato è comunque significativo. Per i cittadini non cambierà molto, ma potrebbe consentirci di ottenere maggiori risorse.»
È già in corso, infatti, una procedura per assumere un nuovo impiegato e si spera nell’arrivo di un funzionario aggiuntivo: «Nel 2026 potremmo contare su due unità in più.»
Una comunità italiana complessa e diversificata
Il Console affronta anche un punto spesso frainteso: chi sono i cittadini italiani all’estero.
«Il passaporto italiano viene rilasciato solo ai cittadini italiani» chiarisce.
Tra questi, però, non ci sono solo gli italiani nati in Italia: «Molti provengono dal Sud America o da altri Paesi e hanno ricostruito la cittadinanza per discendenza dagli emigrati. Circa il 40% dei nostri cittadini ha la doppia cittadinanza.»
Questo spiega la grande mole di richieste: «Alle Canarie si parla di 50.000 italiani residenti, ma a loro si aggiungono quasi un milione di turisti italiani l’anno, che gravitano comunque sul Consolato per varie necessità.»
Le difficoltà: tra burocrazia locale e crescita demografica
Oltre alle problematiche amministrative italiane, esistono anche difficoltà legate allo Stato spagnolo.
«Anche qui gli organici sono insufficienti. L’aumento della popolazione – non solo italiana – ha messo sotto pressione servizi pubblici come ayuntamiento, extranjería, sanità e uffici commerciali. I ritardi non dipendono solo dai consolati, ma da un sistema che sta affrontando una crescita demografica rapidissima.»
Gli auguri del Console per il nuovo anno
In chiusura, il Console Bigazzi rivolge un messaggio ai connazionali:
«Auguro a tutti un sereno Natale e un buon anno nuovo, a loro e alle loro famiglie in Italia. Il Vice Consolato è a disposizione per qualsiasi necessità.»
L’intervista si conclude con i saluti e il passaggio della linea a Max, con l’augurio di un 2026 ricco di serenità per tutta la comunità italiana alle Canarie anche da parte mia.
Antonina Giacobbe










