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Anche il turismo vuole cambiamenti

Nelle scorse settimane, molti cittadini hanno manifestato nelle diverse isole, per esprimere la loro preoccupazione di fronte ai problemi che ci riguardano, attribuiti principalmente all’attività turistica.

Le associazioni alberghiere delle Isole Canarie hanno pieno rispetto dell’esercizio democratico, e considerano legittimo e necessario manifestare, sempre che avvenga in modo pacifico e ordinato.

La stessa Ashotel vuol far sapere che condivide molte delle questioni per cui si è manifestato.

In realtà, le associazioni di settore si sentono vicine alle ragioni dei manifestanti.

Le persone che hanno manifestato, pretendono soluzioni a problemi reali.

La mancanza di depuratori delle acque, la pressione sulla mala gestione delle politiche abitative, la saturazione delle infrastrutture e l’inefficienza della politica, che danneggia tutti coloro che vivono nelle isole.

Anche il settore turistico soffre delle conseguenze di una gestione politica inefficace.

Da diversi anni, il settore alberghiero opera secondo criteri di sostenibilità, rispettando un severo quadro normativo.

Gli alberghi non lasciano confluire le acque reflue senza sottoporle a trattamenti, né tantomeno agiscono al limite della legalità in materia ambientale.

Al contrario: sono i primi interessati a conservare ed agire nell’interesse dell’ambiente.

Senza un territorio sano, non c’è destinazione di qualità.



I dati lo dimostrano: la spesa media del turista è aumentata, confermando che il modello di qualità funziona.

Nonostante l’esistenza di un accordo collettivo in vigore fino al 2026, le associazioni di categoria hanno scelto la strada della negoziazione con i sindacati.

er trovare accordi sull’aumento salariale e su misure che portino a migliorare la qualità del lavoro e alla soluzione di problemi che colpiscono tutti, sia imprenditori che lavoratori.

È però fondamentale dibattere in modo rigoroso. Dal 2003 esistono moratorie e severe restrizioni in merito alla creazione di nuove strutture alberghiere.

È importante chiarire che quelle che oggi sono in costruzione, sono risultato di progetti avviati da decenni e non sono frutto di decisioni prese ieri.

La vera crescita è stata in realtà quella delle case vacanza (Viviendas Vacacionales – VV).

Secondo i dati dell’ultimo IMPACTUR Canarias (2023), dal 2009 circa l’80% dell’aumento delle strutture turistiche corrisponde a questo tipo di alloggio.

Questa modalità, regolata esclusivamente dalle amministrazioni pubbliche, ha assorbito il maggior aumento di visitatori, non certo gli hotel.

Contemporaneamente, la popolazione residente è cresciuta di oltre il 33% dall’anno 2000.

La sfida non riguarda la crescita in sé, ma il fatto che non sia stata accompagnata da investimenti pubblici adeguati.

Servizi e infrastrutture non hanno tenuto il passo.

Mentre l’economia e la popolazione sono progrediti, servizi e infrastrutture non hanno tenuto il passo.

Il problema quindi, non è tanto la presenza del turista, né le reazioni dei residenti. Si tratta di una questione politica e amministrativa.

Il nostro impegno è fermo: siamo disposti ad ascoltare, correggere e se necessario costruire insieme.

Noi facciamo la nostra parte e continueremo a farla.

Ma crediamo anche che le Canarie meritino una gestione della cosa pubblica all’altezza delle sfide.

Non è giusto (né utile) dare responsabilità e colpe al turismo quando le competenze sono politiche, di decisioni che non sono state prese o che si sono rivelate sbagliate.

Non siamo in trincea. Condividiamo le stesse isole, gli stessi problemi e lo stesso obiettivo: fare delle Isole Canarie un luogo prospero, vivibile e giusto per tutti.

ashotel.es
Asociación Hotelera y Extrahotelera de Tenerife, La Palma, El Hierro e La Gomera



Notizie canarie

Immagine La Jornada

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