reportage di Antonella Pino d’Astore
Originalità, giovani designer, marketing, costi di produzione e futuro della moda: al Forum della Moda di Callao Salvaje il settore si interroga sulla necessità di costruire un’identità capace di distinguersi dalla produzione di massa
TENERIFE – La moda, alle Canarie, non è soltanto passerella, tendenza o immagine. È anche una questione di identità, produzione, sostenibilità e capacità di raccontare un territorio.
È questo uno degli aspetti emersi dal Forum della Moda, organizzato nell’ambito della Tenerife Fashion Beach Costa Adeje 2026 e ospitato venerdì 25 settembre sulla terrazza dell’Hotel MYND di Callao Salvaje.
Un confronto che ha messo intorno allo stesso tavolo professionisti e giovani creativi per parlare di originalità, progettazione, marketing, costi, produzione e futuro. Ma soprattutto per affrontare una domanda che riguarda oggi l’intero sistema della moda: come è possibile distinguersi in un mercato dominato dal fast fashion?
La risposta, almeno in parte, sembra passare dalla parola identità.

L’originalità come punto di partenza
In un mercato nel quale le tendenze vengono replicate rapidamente e i consumatori sono esposti quotidianamente a una quantità enorme di proposte, essere originali non significa soltanto creare qualcosa di diverso.
Significa avere una voce riconoscibile.
Per i designer che lavorano alle Canarie, questa esigenza può trasformarsi in una risorsa. Il territorio offre infatti un patrimonio visivo e culturale molto forte: l’oceano, il paesaggio vulcanico, la luce, i colori, il clima, le tradizioni e una posizione geografica che rende l’arcipelago un luogo di incontro tra culture.
Trasformare questi elementi in linguaggio contemporaneo può permettere alla moda canaria di costruire una propria riconoscibilità senza cadere nella semplice riproposizione di stereotipi.

Dalla creatività al mercato: il difficile equilibrio tra idee e costi
Ma avere una buona idea non basta.
Uno degli aspetti affrontati durante il Forum riguarda infatti il rapporto tra creatività e sostenibilità economica. Disegnare una collezione, scegliere i materiali, produrre localmente e mantenere un controllo sulla qualità comportano costi che difficilmente possono competere con quelli della produzione industriale di massa.
È uno dei grandi paradossi della moda contemporanea: al consumatore si chiede sempre più attenzione alla qualità, alla sostenibilità e alla provenienza dei prodotti, ma il prezzo rimane spesso uno dei principali criteri di scelta.
Per un giovane designer, quindi, il percorso non si esaurisce nella capacità creativa. Servono competenze imprenditoriali, conoscenza del mercato, comunicazione e capacità di costruire un’identità di marca.
I giovani designer e la necessità di trovare una propria voce
Proprio i giovani designer rappresentano una delle componenti più interessanti del sistema della moda alle Canarie.
Per chi si affaccia oggi al settore, la sfida è duplice: da una parte confrontarsi con un mercato internazionale estremamente competitivo, dall’altra riuscire a trasformare la propria creatività in un progetto professionale sostenibile.
Il rischio, soprattutto all’inizio, è quello di inseguire le tendenze invece di costruire un linguaggio personale.
Da qui l’importanza della formazione, dei programmi di sostegno, degli eventi e delle occasioni di confronto professionale. Una piattaforma come Tenerife Fashion Beach può diventare non soltanto una vetrina, ma anche uno spazio nel quale creare relazioni, incontrare operatori del settore e dare visibilità a nuovi talenti.

Marketing: non basta creare, bisogna anche saper raccontare
Un altro elemento emerso dal confronto riguarda il marketing.
In un mercato globale, un prodotto può essere valido e originale ma rimanere invisibile se non viene accompagnato da una narrazione efficace.
La comunicazione diventa quindi parte integrante del processo creativo.
Raccontare chi c’è dietro un marchio, perché è nata una collezione, quali materiali sono stati utilizzati, quale rapporto esiste con il territorio significa trasformare un prodotto in una storia.
Ed è proprio qui che l’identità territoriale può diventare un vantaggio competitivo: non come semplice elemento decorativo, ma come parte autentica del progetto.
Moda, territorio e turismo: un legame sempre più forte
La Tenerife Fashion Beach Costa Adeje nasce proprio dall’incontro tra due mondi, moda e turismo. L’evento utilizza infatti il paesaggio di Costa Adeje e l’Atlantico come parte integrante della propria comunicazione.
La moda diventa così anche uno strumento di promozione del territorio.
La passerella sulla spiaggia, le immagini delle collezioni con l’oceano sullo sfondo, i designer e le produzioni locali contribuiscono a costruire un’immagine di Tenerife che va oltre quella della tradizionale destinazione balneare.
È un modello interessante perché mette in relazione creatività, economia locale, turismo e identità.
E proprio questa dimensione territoriale può rappresentare una delle strade per rendere la moda canaria più riconoscibile anche fuori dall’arcipelago.
Produrre alle Canarie: una sfida, ma anche un’opportunità
Rimane però il tema della produzione.
Produrre localmente significa affrontare costi e difficoltà che spesso non esistono nella produzione industriale su larga scala. Ma può anche significare mantenere un maggiore controllo sulla qualità, sulla filiera e sui processi produttivi.
In questo senso, la sostenibilità non dovrebbe essere interpretata soltanto come scelta di materiali ecologici.
È anche una questione di durata dei prodotti, condizioni di lavoro, filiera, quantità prodotte e rapporto con il territorio.
La moda locale può quindi cercare una strada alternativa alla logica del “produrre sempre di più e sempre più velocemente”.
Contro il fast fashion, l’arma dell’identità
Il fast fashion ha cambiato profondamente il rapporto tra moda e consumatore. Collezioni sempre nuove, prezzi bassi e rapidità di produzione hanno modificato le aspettative del pubblico.
Ma proprio per questo la moda indipendente può giocare una partita diversa.
Non necessariamente sul terreno del prezzo, dove sarebbe difficile competere, ma su quello del valore.
Un capo progettato e prodotto con attenzione può essere venduto non soltanto come oggetto, ma come espressione di una storia, di una scelta, di una cultura e di un territorio.
L’identità diventa allora una forma di resistenza alla standardizzazione.
Il futuro della moda alle Canarie
Il futuro del settore sembra quindi dipendere dalla capacità di mettere insieme elementi diversi: talento creativo, formazione, produzione, comunicazione, innovazione e identità territoriale.
La Tenerife Fashion Beach Costa Adeje, arrivata nel 2026 alla sua nona edizione, si inserisce in questo percorso come piattaforma dedicata alla moda mare e come punto di incontro tra designer, imprese e professionisti.
L’edizione di quest’anno ha rafforzato inoltre l’attenzione verso il talento locale e la sostenibilità, con un programma che ha affiancato alla passerella momenti di formazione, incontri professionali e iniziative dedicate alla tutela dell’ambiente.
La grande passerella del 26 settembre alla Playa del Duque Norte ha riunito undici firme provenienti dai diversi programmi insulari di sostegno alla moda, confermando la volontà di mettere in dialogo le realtà dell’arcipelago.
Ma il vero futuro della moda canaria, forse, si gioca anche lontano dalla passerella.
Si gioca nella capacità dei creativi di trovare la propria voce, di costruire prodotti riconoscibili e di trasformare l’identità delle isole in un linguaggio contemporaneo.
Perché in un mercato nel quale tutto rischia di assomigliarsi, ciò che può fare davvero la differenza non è necessariamente produrre di più.
È avere qualcosa di autentico da raccontare.
Antonella Pino d’Astore














