Ci sono esperienze che appartengono al passato, ma che continuano a vivere nel nostro presente attraverso una paura, una reazione, una convinzione o una particolare sensibilità, e può accadere che dopo molto tempo ci si ritrovi ancora a reagire a qualcosa che, apparentemente, non dovrebbe avere più il potere di influenzarci.
In questi momenti potremmo domandarci perché sia così difficile lasciare andare, soprattutto quando con la mente sappiamo perfettamente che sarebbe arrivato il momento di farlo.
La risposta non è necessariamente nella nostra incapacità di dimenticare, perché lasciare andare non significa cancellare ciò che è accaduto, né obbligarsi a considerare positivo qualcosa che ci ha fatto soffrire.
Lasciare andare può significare, più delicatamente, riconoscere ciò che è successo, accogliere ciò che ancora sentiamo e permettere gradualmente che quell’esperienza occupi un posto diverso dentro di noi, senza continuare a determinare ogni nostra scelta.
Come liberarsi dal peso delle emozioni
Le emozioni, infatti, non sono semplicemente qualcosa da eliminare quando diventano scomode, perché possono contenere informazioni importanti sul nostro vissuto, sui nostri bisogni e sul significato che abbiamo attribuito a ciò che abbiamo attraversato.
Quando impariamo ad ascoltarle senza combatterle immediatamente, possiamo creare una distanza consapevole tra ciò che proviamo e ciò che scegliamo di fare.
Anche la ricerca pone particolare attenzione al ruolo dell’accettazione, intesa non come rassegnazione, ma come disponibilità a entrare in contatto con l’esperienza presente senza interferire continuamente con essa. L’accettazione un elemento importante dei processi attraverso i quali la consapevolezza può sostenere una migliore regolazione emozionale.
Per questo, quando senti che qualcosa del passato continua a pesarti, invece di chiederti immediatamente
“Come posso liberarmene?”, potresti provare a domandarti “Che cosa sta ancora cercando di dirmi questa esperienza?”.
Potrebbe essere un bisogno di riconoscimento, un confine che non hai ancora imparato a mettere, una paura che desidera essere ascoltata oppure semplicemente una parte di te che ha bisogno di sentirsi nuovamente al sicuro.
Anche la meditazione può diventare uno spazio nel quale questo processo viene coltivato con maggiore delicatezza, perché imparare a osservare pensieri ed emozioni senza doverli immediatamente modificare può aiutare a sviluppare un rapporto meno reattivo con la propria esperienza interiore.
Nell’Accademia di Emozionologia®, questo modo di guardare alle emozioni trova spazio attraverso pratiche di consapevolezza, meditazione e percorsi dedicati alla conoscenza di sé, con l’intento di trasformare il rapporto con il proprio mondo emotivo invece di combatterlo.
Perché forse lasciare andare non significa smettere di ricordare. Significa poter ricordare senza sentirsi ancora prigionieri di ciò che è stato.
Klaudia Fliegelova – fondatrice di Emozionologia ®














