intervista e reportage di Antonella Pino d’Astore
Il consigliere Adolfo Sebastián Alonso Ferrera: “Adeje appartiene a tutti coloro che hanno scelto di viverci”
Ci sono luoghi che raccontano il mondo attraverso la geografia e altri che lo raccontano attraverso le persone. Adeje, nel sud di Tenerife, appartiene alla seconda categoria. In questo comune convivono 123 nazionalità diverse, una delle realtà multiculturali più significative delle Canarie. Da questa straordinaria ricchezza umana nasce “Adeje Vive, Adeje Convive”, il grande incontro interculturale che il 21 settembre, in occasione della Giornata Internazionale della Pace, riunirà comunità provenienti da tutto il mondo all’Auditorio de Adeje.
Non si tratta di una semplice festa delle nazionalità. L’obiettivo è molto più ambizioso: trasformare la diversità in un progetto permanente di convivenza, dialogo e partecipazione.
Durante un’intervista in diretta a CIESSE Radio Canarie, il consigliere Adolfo Sebastián Alonso Ferrera, terzo vicesindaco e responsabile delle aree Cultura, Sport ed Educazione del Comune di Adeje, ha raccontato il significato di un’iniziativa che considera una delle più importanti per il futuro del municipio.

“Non ci eravamo mai incontrati tutti”
L’idea è nata da una domanda tanto semplice quanto rivoluzionaria: com’è possibile che 123 nazionalità convivano nello stesso territorio senza essersi mai incontrate davvero?
“Tenemos 123 nacionalidades conviviendo en el municipio, pero nunca nos hemos juntado todos”.
Da qui è nata la volontà di creare un punto di incontro capace di superare le differenze e trasformarle in una risorsa comune.
“Queremos generar convivencia, encuentros y darnos cuenta de que no estamos solos. Formamos parte todos de un Adeje”.
Per Alonso, il progetto parte da un principio fondamentale: “Adeje no es solamente de los que han nacido aquí. Adeje es de todos los que decidieron venir a nuestro municipio”.
È una visione inclusiva che ridefinisce il concetto stesso di appartenenza: non conta dove si è nati, ma la scelta di contribuire alla vita della comunità.

La cultura come linguaggio universale
Il 21 settembre il pubblico assisterà a un grande mosaico di espressioni culturali. Ogni comunità potrà presentare un frammento della propria identità: musica, danza, costumi tradizionali, gastronomia, arte e testimonianze personali.
“Utilizaremos la música, la danza, la cultura y los medios audiovisuales para generar un ambiente de unión”.
La parola chiave, ripetuta più volte dal consigliere, è unione. L’obiettivo è riunire il maggior numero possibile di comunità.
“Sé que será muy difícil reunir a las 123 nacionalidades, pero si logramos juntar 40 o 50 nacionalidades en un mismo acto, ya será algo maravilloso”.
Attualmente hanno aderito circa 50 nazionalità, mentre si continua a cercare rappresentanti dei Paesi con una presenza numericamente più ridotta nel municipio.

Un progetto che ritorna dopo vent’anni
L’iniziativa recupera lo spirito della storica campagna “Adeje Vive, Adeje Convive”, lanciata vent’anni fa per favorire il dialogo tra i residenti e rafforzare il senso di comunità.
“Empezamos con un proyecto que tenía la misión de generar sinergias entre todos los habitantes del municipio”.
Oggi il contesto è profondamente cambiato. Adeje è cresciuta, si è internazionalizzata e ha costruito una società in cui la multiculturalità è diventata parte integrante della vita quotidiana.
La multiculturalità che cambia una città
Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda il legame tra immigrazione e trasformazione del territorio.
Alonso porta un esempio concreto: lo sport.
“Adeje es un municipio multicultural también en lo deportivo”.
La presenza di comunità internazionali ha introdotto discipline che in passato erano praticamente sconosciute nel municipio.
“Antes no se practicaba el béisbol, el rugby, el críquet, el hockey o el tiro con arco. Hoy sí se practican gracias a la presencia de personas de diferentes países”.
La multiculturalità, quindi, non è solo un dato demografico: modifica le abitudini, amplia l’offerta culturale e sportiva, crea nuove forme di socialità e arricchisce l’identità del territorio.

Una comunità italiana protagonista
Nel corso della conversazione, il consigliere ha dedicato parole particolarmente significative alla comunità italiana, riconoscendone il ruolo attivo nella vita di Adeje.
“La comunidad italiana es muy importante para nosotros. Es una comunidad muy activa y con una presencia muy relevante en el municipio”.
Molti italiani hanno scelto Adeje per lavoro, per motivi familiari o per costruire una nuova vita, contribuendo allo sviluppo economico e sociale del territorio.
La comunità italiana sarà presente anche il 21 settembre, portando tradizioni, cultura e identità in un evento che vuole rappresentare tutte le nazionalità del municipio.
Da 5.000 a oltre 50.000 abitanti
Per comprendere il significato del progetto è necessario guardare all’evoluzione di Adeje.
“Hace 40 años Adeje era un municipio pequeño de entre 5.000 y 10.000 habitantes. Hoy superamos los 50.000”.
A questi si aggiungono ogni settimana migliaia di visitatori.
“De manera esporádica pueden convivir aquí 150.000 o 200.000 personas”.
La crescita del turismo e dell’economia locale ha trasformato Adeje in uno dei principali poli internazionali di Tenerife, rendendo la convivenza interculturale una sfida centrale per il futuro del municipio.
Non una festa di un giorno
L’aspetto più innovativo di Adeje Vive, Adeje Convive è forse quello meno visibile: l’evento è stato concepito come l’inizio di un percorso, non come un appuntamento isolato.
“La idea es que esto sea un punto y seguido”.
Il Comune intende creare una Mesa Intercultural, un organismo permanente di confronto tra le diverse comunità.
“Queremos un foro de colaboración, de ideas, de sugerencias y de participación”.
L’obiettivo è costruire una rete stabile capace di contribuire alle politiche culturali e sociali del municipio.
La memoria dell’emigrazione canaria
C’è un passaggio dell’intervista che spiega forse meglio di ogni altro la filosofia del progetto.
Alonso ricorda che i canari sono stati emigranti.
“Los canarios y los adejeros fuimos inmigrantes. Nos tuvimos que trasladar a Venezuela, Cuba, Argentina y muchos otros lugares”.
Per questo motivo, afferma, Adeje ha sviluppato una naturale apertura verso chi arriva da altri Paesi.
“Para nosotros no es complicado ser abiertos con quienes vienen a nuestro municipio”.
La memoria dell’emigrazione diventa così il fondamento di una cultura dell’accoglienza.
Adeje come esempio di pace
Le parole finali del consigliere hanno assunto il tono di un vero manifesto civile.
“En este mundo convulso, de guerras y crispación, Adeje puede ser el ejemplo de ese mundo diferente que queremos”.
La pace, secondo Alonso, non si costruisce solo attraverso i grandi accordi internazionali, ma anche attraverso la capacità di vivere insieme rispettando culture, lingue, religioni e tradizioni diverse.
“Independientemente de nuestras creencias, de nuestra cultura y de nuestras raíces, podemos convivir de manera pacífica y armónica”.
È una visione che trasforma un evento locale in un messaggio universale.
L’appuntamento del 21 settembre
Il 21 settembre, all’Auditorio de Adeje, le comunità internazionali saranno protagoniste di una giornata dedicata alla convivenza, alla cultura e alla pace.
L’invito è rivolto a tutte le persone che vivono nel municipio e che desiderano rappresentare il proprio Paese, le proprie tradizioni e la propria storia.
Perché, come ricorda il progetto, Adeje è fatta di 123 accenti, 123 culture e un’unica comunità.
CIESSE Radio Canarie seguirà l’evento
CIESSE Radio Canarie sarà presente il 21 settembre all’Auditorio de Adeje per seguire e raccontare in diretta “Adeje Vive, Adeje Convive”, raccogliendo interviste, testimonianze e immagini di una giornata che si annuncia come uno degli appuntamenti interculturali più importanti dell’anno a Tenerife.
Canarie News continuerà a seguire l’evoluzione del progetto con reportage e approfondimenti dedicati alle comunità internazionali protagoniste dell’iniziativa.
Antonella Pino d’Astore














