Skip to main content

2ª parte: alcune espressioni e frasi più popolari in spagnolo

A continuazione della prima parte pubblicata nel precedente numero, andiamo a conoscere altri modi di dire tipici e popolari della lingua spagnola che ci aiutano a comprendere alcuni aspetti culturali strettamente legati alle abitudini e alla storia del paese iberico.

  • Contar con pelos y señales = raccontare con capelli e segni particolari.

Quando qualcuno dà una spiegazione dettagliata di qualcosa, raccontando anche il più piccolo dettaglio dell’accaduto, si dice solitamente che “Lo ha contado con pelos y señales”.

L’espressione si usa anche per chiedere a qualcuno di fornire tutti i tipi di dettagli quando si vuol sapere qualcosa in modo completo.

Questo modo di dire proviene dagli ambienti di polizia, in cui, durante un’indagine o un interrogatorio, ai testimoni viene chiesto di raccontare tutto ciò che sanno, hanno visto o sentito e, soprattutto, di delineare maggiori elementi sul sospettato per creare un identikit realistico dove è importante descrivere come erano i capelli (pelos) e se si ricordano segni particolari come imperfezioni, cicatrici o tatuaggi (señales).

  • Entre pitos y flautas = tra fischi e flauti.

Questa è un’espressione colloquiale usata per descrivere una situazione in cui diverse attività o eventi sono stati svolti spontaneamente o senza uno scopo specifico.

Questo modo di dire viene solitamente utilizzato quando si vuole sottolineare che i risultati ottenuti sono stati il ​​prodotto del caso o dell’improvvisazione.

Può avere anche una sfumatura negativa quando suppone che si è sprecato tempo in attività che non apportano alcun beneficio o che non erano state pianificate.

In certi contesti, viene utilizzato per esprimere una certa frustrazione o insoddisfazione per una situazione in cui si è impiegato tempo e fatica senza alcun risultato concreto.

  • A la chita callando = zittendo la “chita” – traduzione non letterale: alla chetichella, zitto zitto.

Questa espressione viene solitamente utilizzata per riferirsi a un’azione che viene eseguita di nascosto, senza fare rumore o attirare l’attenzione.

L’origine della frase è attribuita ad un vecchio gioco di strada in cui si utilizzava un pezzo d’osso (chita) su un legno su cui si mettevano delle monete: i ragazzi lanciavano delle pietre o cocci da una certa distanza per abbatterlo e vinceva la pietra più vicina al denaro caduto.

Fare in modo che non si sentisse il pezzetto d’osso e le monete cadere per terra era un’abilità per poter continuare a giocare senza che i vicini si potessero lamentare del vocio in strada.

  • ¡A buenas horas mangas verdes! = alla buon’ora le maniche verdi!

È un modo di dire che viene utilizzato quando qualcosa che era molto atteso accade o viene presentato quando oramai non serve più.

Con il termine “Mangas Verdes” erano chiamati i membri della Sacra Confraternita che vestivano di verde ed erano incaricati di arrestare e imprigionare i criminali e che, per la propria inerzia, solitamente arrivavano troppo tardi, quando i ladri erano già fuggiti.

Da qui l’espressione così comunemente usata.

  • ¡Vete a la porra! = Vai alla mazza (porra)!

Si tratta di una locuzione molto tradizionale, tipica di Madrid, ma il cui uso si estende a tutta la Spagna, che deriva dall’originale espressione militare di punizione “Vada sua grazia alla mazza, signor soldato! (¡Vaya usarced a la porra, seor soldado!)” e prende origine dall’enorme bastone portato dal tamburo maggiore degli antichi reggimenti.

Questa mazza era finemente scolpita e sormontata da un grande pugno d’argento ed era conosciuta come “porra”.

La mazza, inchiodata in un punto qualsiasi dell’accampamento, segnava il luogo dove i soldati dovevano recarsi durante le soste per scontare la pena dell’arresto imposta per mancanze lievi commesse dal militare.

Anche se ora ci sembra rude e divertente, questo ordine di punizione era comunemente utilizzato dall’Ufficiale al comando.

  • Entre Pinto y Valdemoro = Tra Pinto e Valdemoro

Questo detto si usa per indicare che qualcosa non è ben definito e che presenta una doppia alternativa o un’indecisione.

Ugualmente si riferisce a coloro che sono in uno stato di ebbrezza e, a quanto pare, l’espressione è nata a spese di chi non sopportava bene l’alcool.

Pinto e Valdemoro sono due paesi della provincia di Madrid, i cui confini sono delimitati da un ruscello.

Accadde che un ubriaco saltò da una sponda all’altra di questo torrente e inizio a dire, a seconda della riva, che si incontrava ora a Pinto e ora a Valdemoro.

Alla fine cadde nel ruscello e pronunciò l’espressione “adesso mi trovo tra Pinto e Valdemoro”.

  • Me importa un bledo = Mi importa una pianta di “amaranto”

Questa frase equivale alla nostra espressione “mi importa un fico secco”, con la differenza che nel detto spagnolo il dolce frutto viene sostituito con l’amaranto, una pianta invasiva.

Conosciuta anche col nome di “mala hierbas” (erba cattiva) e di scarsissimo valore commerciale, anche se in verità l’amaranto contiene una gran quantità di proteine, magnesio, potassio, sodio, calcio, ferro e fosforo.

  • Atar / dejar cabos sueltos = unire / lasciare capi (di un filo, corda, etc.) sciolti

Espressione che significa unire fatti, dati o informazioni per giungere ad una conclusione o scoprire una verità nascosta.

È usato per riferirsi alla capacità di una persona di collegare varie informazioni e trovare una soluzione o una spiegazione a qualcosa.

Se invece “i capi” sono dimenticati sciolti, avremo lasciato delle tracce con cui un attento osservatore potrebbe arrivare a smascherare una menzogna.

  • Cargar con el muerto = farsi carico del morto

Questo modo di dire colorito, se non macabro, è un’espressione popolare usata per descrivere l’atto di assumersi la responsabilità di una situazione difficile, scomoda o spiacevole e le conseguenze di un errore o di una trasgressione di cui si è innocente.

Per trovare l’origine di questa locuzione dobbiamo risalire niente meno che al Medioevo, un’epoca assai violenta e in cui era facile che un alterco sfociasse in un omicidio.

Non era raro che al mattino qualche cadavere comparisse nei vicoli.

A quel tempo, la legislazione prevedeva che se il colpevole dell’omicidio non fosse stato trovato, sarebbe stato il paese intero ad assumersi la responsabilità e a pagare in solido una multa chiamata “homicidium o omecillo“.

Quella sanzione era, agli occhi della gente, totalmente ingiusta.

Pertanto, quando una persona morta appariva per strada con evidenti segni di violenza e non c’era modo di determinare un colpevole, quello che di solito accadeva era che i cittadini del posto prendevano il cadavere e lo abbandonavano silenziosamente nel perimetro della città vicina e “cargandoles el muerto” ai suoi ignari abitanti, evitando così di pagare la multa del re.

Questo spiega perché l’espressione “farsi carico del morto” significa “essere danneggiati da una situazione in cui non si aveva nulla a che fare.

  • Beber los vientos por alguien o algo = Bere i venti per qualcuno o qualcosa

Espressione colloquiale usata per riferirsi a una persona che è profondamente innamorata di un’altra e che fa tutto il possibile per conquistarla.

Viene anche usato per alludere a qualcuno che è molto interessato a qualcuno o qualcosa e che è disposto a fare qualsiasi cosa per ottenerla.

L’origine dell’espressione “beber los vientos” risale a diversi secoli fa come chiaro riferimento ai cani da caccia che venivano utilizzati nella caccia.

Questi cani, chiamati anche “perros venteadores”, quando annusano l’aria per scoprire dove si nasconda la preda, lo fanno come se la stessero bevendo, entrando in uno stato di eccitazione quando avvertono la presenza della selvaggina e provocando nell’animale il desiderio di cacciarla, da qui la stretta correlazione tra il gesto di bere il vento e il desiderio/sforzo per conseguire qualcosa o conquistare qualcuno.

  • Cruzar el charco = attraversare lo stagno

Questa è una frase verbale usata per riferirsi all’atto di attraversare l’Oceano Atlantico, soprattutto nel contesto di un viaggio a lunga distanza dall’Europa all’America o viceversa.

Sembra che nel XIX secolo, nel periodo di maggiore immigrazione spagnola verso le Americhe, l’Oceano Atlantico fosse chiamato “stagno” per non dargli tanta importanza e per convincersi che l’America non fosse poi così lontana.

L’espressione “cruzar el charco” può essere usata sia in senso figurato che letterale come attraversare l’oceano, navigare verso un altro continente, viaggiare dall’altra parte del mondo o attraversare i confini del continente.

  • Irse el santo al cielo = il santo se ne va al cielo

Molte volte diciamo qualcosa nel bel mezzo di una conversazione e all’improvviso la dimentichiamo, oppure andiamo a fare qualcosa e all’improvviso diventiamo smemorati.

Da qui la frase “irse el santo al cielo”, quando si ha qualcosa a cui si sta pensando e all’improvviso scompare dai propri pensieri.

L’origine deriva da un curioso aneddoto, di cui non si conosce né il tempo né il luogo: l’unica cosa che si sa è che proviene dal mondo religioso, precisamente da un errore di un prete o predicatore al momento della predica.

Mentre teneva un discorso ai fedeli sulla vita e le opere di qualche santo, il prelato improvvisamente dimenticò il nome del beato in questione, ma per cavarsela, disse scherzosamente che il santo era andato in paradiso, come se questi avesse lasciato la sua mente e si fosse diretto verso il cielo prima di terminare il discorso.

In questo modo l’espressione divenne nota e si diffuse fino ai giorni nostri.

Articolo del S.Tenente CC. Pil. cpl  (r)  Giuseppe Coviello

UNUCI – Sezione all’Estero Spagna / Is. Canarie – www.unuci.es

©Riproduzione riservata – 9/23

Condividi l'articolo su:
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com