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Tasse turistiche 2026: nuovi sviluppi, tendenze e controversie

Le tasse turistiche si stanno diffondendo in tutto il mondo, rendendo il viaggio un’esperienza sempre più costosa per i visitatori.

Nel frattempo, nelle Isole Canarie, l’associazione alberghiera Ashotel (Asociación Hotelera y Extrahotelera de Tenerife, La Palma, La Gomera y El Hierro) ha fermamente respinto la nuova tassa aeroportuale sugli autobus di AENA, la cui entrata in vigore è prevista per il 15 gennaio 2026.

Secondo la Federazione delle Imprese di Trasporto (FET), questo costo aggiuntivo potrebbe arrivare a 6.000 euro al mese per vettore, una spesa che, avvertono, finirebbe inevitabilmente per ricadere sull’utente finale.

Il concetto di tassa turistica comprende oggi diverse tipologie di supplementi che incidono direttamente sul portafoglio dei turisti: dalle tasse di soggiorno negli hotel ai visti elettronici, fino alle tariffe di accesso a parchi nazionali e siti storici.

La tendenza globale è chiara: aumento delle imposte esistenti o introduzione di nuove tasse.

Perché vengono applicate le tasse turistiche?

Per cercare di mitigare gli effetti del sovraffollamento turistico, sempre più città e Paesi stanno adottando normative, restrizioni e nuove imposte.

Tra le misure più diffuse vi sono l’introduzione di un costo di ingresso alle città o alle spiagge e l’applicazione di una tassa di soggiorno.

Attualmente, oltre cento grandi città europee applicano una qualche forma di tassazione, prevalentemente legata ai pernottamenti in hotel.

In teoria, i proventi dovrebbero essere destinati alla manutenzione delle infrastrutture e alla tutela delle risorse locali. Secondo la piattaforma Hellotickets, queste sono alcune delle destinazioni che hanno aperto la strada alla regolamentazione dei flussi turistici entro il 2025:

  • Venezia (Italia): mantiene una tassa di 5 euro per le visite giornaliere, con l’obiettivo di scoraggiare il turismo mordi e fuggi.
  • Santorini e Mykonos (Grecia): hanno annunciato una tassa di 20 euro per i passeggeri delle crociere durante la stagione estiva.
  • Kyoto (Giappone): la tassa di soggiorno verrà aumentata fino a un massimo di 10.000 yen (circa 58 euro), moltiplicando per dieci il limite precedente.
  • Bhutan: applica il biglietto d’ingresso più caro al mondo, pari a 100 dollari al giorno, anche se nel 2023 l’importo è stato ridotto rispetto ai precedenti 200 dollari.
  • Isole Galapagos (Ecuador): è stata introdotta una tassa di 200 dollari per i turisti internazionali e di 100 dollari per i visitatori provenienti dai Paesi limitrofi.
  • Siviglia (Spagna): è allo studio l’introduzione di un biglietto d’ingresso per visitare Plaza de España, anche se i dettagli non sono ancora stati definiti.
  • Edimburgo (Scozia): a partire dal 2026 applicherà una tassa del 5% sugli alloggi, con l’obiettivo di raccogliere 50 milioni di sterline all’anno.

Un dibattito ancora aperto

Nonostante la diffusione di queste misure, il dibattito sulla loro effettiva efficacia resta aperto. Alcuni esperti sostengono che solo tasse molto elevate siano in grado di ridurre realmente gli arrivi turistici.

Inoltre, esiste il rischio che i viaggiatori scelgano di soggiornare nei comuni limitrofi per evitare imposte più alte, continuando però a visitare i centri storici e senza alleviare il problema del sovraffollamento.

In Italia, ad esempio, nelle Dolomiti, alcuni proprietari terrieri hanno installato tornelli sui sentieri più frequentati, applicando una tariffa di circa 5 euro, una soluzione che continua a suscitare forti discussioni tra operatori turistici, residenti ed escursionisti.

Foto: Foto: ANSA/EPA – Sherpa Gate.

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