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Sogno, divampi come una favilla
che accende e fende lo spazio irreale.
Muovi del sonno la vis umorale
e ogni notturna percezione brilla.

L’area emotiva scocca la scintilla
e l’inconscio diviene un cielo astrale.
Gli impulsi sgorgan dal tempo reale;
un balenio improvviso che sfavilla.

Sogno, stendi ali di brezza che monda;
il tuo respiro si mesce alla brina;
prima in gocce, poi in rivo, quindi in onda
impetuosa e ruggente alla marina.

Sei alito rorido per ogni fronda,
che si schiude alla luce mattutina.
Al colmo insceni cadenze di ronda
e tieni in palmo la mente supina.

Fiore di petali simili a manto,
corolla tenue nell’aria di maggio,
arbusto inquieto che al sole si strugge.

Acqua di fonte che in rivoli fugge,
alveo tortuoso di fiume selvaggio,
cascata nivea che modula un canto.

Giancarlo Scarlassara

Si ringrazia l’amica Desi per la foto scattata a Gran Canaria

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