Smantellata a Tenerife una setta che operava sotto la copertura della Santería
La Polizia Nazionale ha smantellato una setta attiva da diversi anni sull’isola di Tenerife, i cui leader risiedevano stabilmente nell’arcipelago canario.
L’operazione, condotta nel corso della scorsa settimana, ha portato all’arresto del presunto capo del gruppo, un uomo di mezza età che viveva nel quartiere di La Esperanza, nel comune di El Rosario.
Le indagini sono state coordinate dal Commissariato Generale per l’Informazione, con agenti giunti appositamente da Madrid per seguire l’intervento sul territorio.
Secondo le prime informazioni emerse, il gruppo faceva uso di rituali afrocubani o legati alla Santería, pratiche religiose di origine Yoruba, che sarebbero state utilizzate come copertura per una serie di attività criminali.
Gli investigatori ritengono che tali rituali fossero adattati e strumentalizzati in base agli interessi personali del leader, trasformando elementi spirituali in strumenti di controllo e manipolazione sui membri del gruppo.
L’organizzazione, pur essendo composta da un numero relativamente limitato di persone, esercitava un’influenza significativa sui propri adepti.
Alcuni dei soggetti reclutati, secondo quanto accertato dalla polizia, sarebbero stati costretti a convivere nella stessa abitazione con il leader e il suo compagno, in un contesto che avrebbe favorito dinamiche di dipendenza psicologica e isolamento dal mondo esterno.
Esperti del settore sottolineano come la Santería sia una pratica “molto normalizzata e diffusa” nelle Isole Canarie, tanto da essere percepita da molti come parte integrante del tessuto culturale locale.
Tuttavia, precisano che in alcuni casi queste pratiche possono degenerare e assumere le caratteristiche tipiche delle sette, soprattutto quando vengono utilizzate per esercitare controllo, pressione o sfruttamento economico.
Il radicamento di questi rituali nelle Canarie
Il radicamento di questi rituali nelle Canarie viene spiegato anche attraverso i flussi migratori storici.
L’emigrazione di un numero significativo di canari verso paesi latinoamericani, dove la religione Yoruba è ampiamente diffusa, ha portato molti di loro a continuare tali pratiche al rientro nell’arcipelago.
Parallelamente, l’immigrazione da questi stessi paesi verso le isole Canarie ha contribuito alla loro ulteriore diffusione.
Dal punto di vista degli esperti, il problema non risiede nelle pratiche religiose in sé, ma negli abusi che possono verificarsi all’interno di alcuni gruppi.
In diversi casi, infatti, i membri sarebbero sottoposti a forti pressioni o addirittura a estorsioni, costretti a versare ingenti somme di denaro per la realizzazione di rituali o “lavori spirituali” promessi come risolutivi per problemi personali o familiari.
L’inchiesta resta aperta e non si escludono ulteriori sviluppi nei prossimi giorni.
Policía Nacional














