ascolta l’intervista realizzata da Beppe Tuoto su Ciesse Radio Canarie
Nell’ultima diretta di Emozioni in Frequenza, all’interno di WorldMusic2day con Beppe Tuoto, per Ciesse Radio, insieme a Jenny Rospo abbiamo attraversato un territorio tanto affascinante quanto profondo: il legame tra voce ed emozioni. Un legame che non è solo comunicativo, ma identitario.
C’è qualcosa che non riusciamo a nascondere davvero, anche quando pensiamo di riuscirci perfettamente: la nostra voce, perché la voce non è solo uno strumento, è una rivelazione.
La voce è uno dei principali veicoli della comunicazione umana e affettiva, capace di trasmettere sfumature emotive anche oltre le parole.
Questo significa una cosa molto semplice, ma potente: non è solo ciò che diciamo, ma come lo diciamo a comunicare davvero chi siamo. Per queato la voce è lo specchio delle emozioni.
Quante volte hai percepito una tensione, una paura, una chiusura nella voce?
E quando dentro di noi c’è confusione emotiva, quella stessa confusione si riflette nel suono: nel tono, nel ritmo, nella rigidità o nella fragilità.
Ecco perché lavorare sulla voce senza lavorare sulle emozioni è un procedimento incompleto.
Dall’emotività all’emozionalità: il cuore dell’Emozionologia.
In Emozionologia® facciamo un passaggio fondamentale:
trasformiamo l’emotività (reazione automatica) in emozionalità (consapevolezza e gestione).
La voce, in questo processo, diventa uno strumento straordinario.
Attraverso il lavoro su respiro, corpo ed espressività, iniziamo a portare alla luce ciò che spesso resta bloccato: vecchie ferite, giudizi interiorizzati, memorie emotive, perché la voce ha memoria e spesso rivela esattamente il punto della nostra storia in cui qualcosa si è fermato. Ed acco ancora che la voce è lo specchio delle emozioni.
Ci sono adulti che parlano o cantano con una voce “trattenuta”, quasi infantile, con emozione congelata e quando liberiamo quell’emozione, cambia la voce.
E quando cambia la voce, cambia la persona.
L’ego: il grande sabotatore della voce autentica.
Uno dei principali ostacoli all’espressione vocale autentica è l’ego: la paura di sbagliare, di essere giudicati, di non essere abbastanza, di fare brutta figura. Questi meccanismi irrigidiscono la voce, la rendono forzata, artificiale.
Eppure il pubblico nelle conferenze, nel canto, nella vita non cerca la perfezione: cerca la verità.
Una voce autentica, anche con imperfezioni tecniche, arriva, una voce perfetta ma vuota… no.
La voce non deve impressionare, deve connettere.
La voce come ponte.
La voce è un ponte tra il nostro mondo interiore e gli altri e in questo senso è anche uno strumento terapeutico potentissimo.
Nel lavoro con la voce emergono spesso blocchi legati a esperienze passate: un giudizio ricevuto, una derisione, un momento in cui qualcuno ha spento la nostra espressione.
Non è raro che queste ferite restino attive per decenni, ma la buona notizia è questa: si possono trasformare, a qualsiasi età.
Quando accade, la voce cambia tono, si apre, si radica, diventa più piena, più vera, più libera.
Corpo, mente e voce: un unico sistema.
Non possiamo parlare di voce senza parlare di corpo: rigidità fisica, rigidità mentale e rigidità vocale sono profondamente connesse. Un corpo contratto genera una voce chiusa, un corpo fluido apre il suono e lo stesso accade nei pensieri.
Per questo il lavoro sulla voce, in ottica emozionale, è sempre integrato: respiro, movimento, espressione.
La voce non esce solo dalla gola, esce da tutto ciò che siamo.
La tua voce è la tua verità.
Questo tema non riguarda solo artisti o cantanti, riguarda tutti.
Nelle relazioni, nella genitorialità, nella leadership, la voce è uno strumento decisivo.
Il tono, più delle parole, determina l’impatto emotivo di ciò che diciamo.
Ecco perché sviluppare efficienza emozionale è fondamentale: significa conoscere le proprie emozioni, gestirle e scegliere come esprimerle, non reprimerle, non subirle, ma guidarle.
La voce è una firma invisibile. Racconta chi sei, dove ti sei fermato, cosa hai vissuto… e cosa sei pronto a diventare.
Quando inizi ad ascoltarla davvero, non solo per come suona ma per ciò che esprime, accade qualcosa di profondo: inizi a tornare a te.
E forse, proprio da lì, nasce la tua vera voce.
Nota: Ti serve aiuto per comprendere meglio i tuoi comportamenti e capire le emozioni? Scrivimi: emozionologia@gmail.com.













