Il bacino di carenaggio galleggiante “Hidramar Ultra 22000” ha completato l’attraversamento del Canale di Suez ed è atteso a Santa Cruz de Tenerife intorno al 20 aprile.
L’unità, in viaggio dalla Cina, è trainata dal rimorchiatore cinese “De Tian” (IMO 9350575). Secondo il monitoraggio effettuato dai collaboratori di puentedemando.com, il convoglio si appresta a entrare nel Mar Mediterraneo dopo il passaggio nel canale egiziano.
Rimorchiatore partito da Shanghai

I dati di MarineTraffic indicano che il rimorchiatore è partito da Shanghai il 13 febbraio 2026 e procede attualmente a una velocità di circa 6 nodi.
L’arrivo nel porto della capitale tinerfeña è previsto tra il 20 e il 21 aprile.
Si tratta del primo bacino di carenaggio galleggiante destinato alle Isole Canarie per attività di riparazione navale.
Fonti dei Cantieri Navali di Tenerife, parte del Gruppo Hidramar, confermano che la struttura sarà installata presso la banchina est del porto di Santa Cruz.
*(N.d.R.) Un bacino di carenaggio mobile (più correttamente bacino di carenaggio galleggiante) è una struttura navale utilizzata per sollevare le navi fuori dall’acqua, permettendo lavori di manutenzione, riparazione o ispezione sullo scafo.
A differenza dei bacini fissi in muratura, questo tipo di bacino è galleggiante e trasferibile, quindi può essere spostato da un porto all’altro a seconda delle esigenze.
Come funziona
Il principio è relativamente semplice:
- il bacino si immerge parzialmente riempiendo di acqua i propri serbatoi;
- la nave entra sopra la piattaforma;
- l’acqua viene poi espulsa (pompata fuori);
- il bacino riemerge sollevando la nave, che resta all’asciutto.
A cosa serve
Viene utilizzato per:
- pulizia e verniciatura dello scafo
- riparazioni strutturali
- manutenzione di eliche, timoni e prese a mare
- ispezioni tecniche
Perché è “mobile”
È definito mobile perché:
- può essere trainato via mare (come nel caso dell’Hidramar Ultra 22000)
- non richiede opere permanenti come i bacini in cemento
- consente di portare il servizio dove serve, soprattutto in aree con infrastrutture limitate
In sintesi, è una sorta di “officina galleggiante” che permette di mettere una nave “in secco” senza bisogno di un cantiere fisso.
Immagini: Puente de Mando














