di Luigi Cavaliere
L’ansia tra i giovani, in un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, è un tema di crescente rilevanza, essa si accompagna a stress e depressione, paura del fallimento, dell’incapacità di raggiungere obiettivi concreti e di non farcela nelle attività di tutti i giorni. Le cause principali includono l’incertezza economica, il cambiamento climatico e le pressioni sociali, amplificate dall’uso dei social media. La pandemia di COVID-19 ha accentuato molte delle ansie preesistenti, portando ad un aumento della precarietà lavorativa.
L’ansia giovanile non è solo un problema individuale, ma una questione sociale, che richiede un approccio collettivo.
Molti giovani riportano sintomi come insonnia, attacchi di panico e difficoltà di concentrazione.
Nonostante l’aumento dell’ansia, solo una minoranza cerca attivamente supporto psicologico, spesso per stigma o mancanza di accesso.
I social media sono stati identificati come un fattore di stress, contribuendo al confronto sociale e alla percezione di insuccesso. Sebbene possano offrire supporto e connessione, l’uso eccessivo può accentuare sentimenti di isolamento e ansia.
Una parte dei giovani, per superare il disagio provocato da ansia e depressione, si rivolge ad attività ricreative come mindfulness, tecniche di rilassamento, yoga, inoltre ricorre allo sport, infatti l’attività fisica e l’esercizio regolare contribuisce a ridurre i sintomi ansiosi ed aumenta il benessere generale. I giovani ricorrono alla medicina alternativa e a rimedi naturali cercando di non ricorrere a farmaci.
Spesso, purtroppo, l’ansia non trattata può portare a comportamenti problematici, come l’abuso di sostanze o il ritiro sociale
L’ansia tra i giovani è una questione complessa, che richiede un approccio multidimensionale. È fondamentale non solo aumentare la consapevolezza, ma anche fornire risorse e supporto adeguati.













