reportage di Antonella Pino d’Astore
A Playa Paraíso, nel sud di Tenerife, il mare non è solo uno sfondo. È una presenza costante. Tra pescatori e appassionati di immersioni, un nome ricorre spesso: Giorgio Dapiran.
Genovese di origine, fisico asciutto e sguardo abituato all’orizzonte, Dapiran è considerato da molti un riferimento nella pesca subacquea. Per alcuni è un maestro, per altri un innovatore, ma soprattutto è un uomo che ha costruito la propria vita attorno al mare.
Da anni divide il suo tempo tra Sardegna e Tenerife: sei mesi nel Mediterraneo e sei nell’Oceano Atlantico. Due ambienti molto diversi, che per lui rappresentano una continua scuola di osservazione e adattamento.
Profondo blu a Tenerife: Giorgio Dapiran, uomo di mare tra Mediterraneo e Atlantico



Dal Mediterraneo all’Oceano
Cresciuto a Genova, il rapporto di Dapiran con l’acqua nasce presto. Negli anni la pesca subacquea diventa una vera ricerca personale.
Per oltre dodici anni è stato anche allenatore federale di nuoto, approfondendo respirazione, allenamento e alimentazione degli atleti.
La sua filosofia è semplice: equilibrio, disciplina e rispetto dei propri ritmi. Una dieta mediterranea, riposo e preparazione costante.
«Non è tanto importante cosa mangi il giorno prima di pescare», racconta spesso. «È più importante come hai vissuto tutta la tua vita».



Profondo blu a Tenerife: Giorgio Dapiran, uomo di mare tra Mediterraneo e Atlantico
L’oceano cambia tutto
Quando arriva alle Canarie, capisce subito che l’Atlantico è un’altra scuola. Correnti più forti, fondali diversi e comportamento dei pesci completamente differente.
«Qui non puoi pescare come nel Mediterraneo».
Anche l’attrezzatura deve adattarsi. Nel tempo ha modificato i suoi strumenti e sperimentato soluzioni tecniche nuove. Il principio è sempre lo stesso: il pescatore deve adattarsi al mare.
Una presenza familiare a Playa Paraíso
Negli anni Dapiran è diventato una figura conosciuta tra i pescatori di Playa Paraíso. Molti si fermano a parlare con lui o ad ascoltare i suoi racconti di immersioni profonde, correnti imprevedibili e incontri con grandi pesci.
Ma nelle sue storie c’è sempre un messaggio chiaro: il mare non è una sfida.
È qualcosa da osservare, studiare e rispettare.
L’etica della pesca
Per Dapiran pescare non significa soltanto catturare un pesce. Significa assumersi una responsabilità.
Rispetto per il mare, per gli animali e per i propri limiti sono al centro della sua visione. Una filosofia lontana sia dall’agonismo estremo sia dall’idea della pesca come semplice trofeo.
Un uomo di mare
Dopo una vita trascorsa tra immersioni, sport e ricerca tecnica, Giorgio Dapiran rimane difficile da definire.
Per alcuni è una leggenda della pesca subacquea. Per altri un innovatore.
Ma forse la definizione più semplice è la più vera: un uomo di mare.
Uno di quelli che hanno imparato a conoscere l’acqua non dai manuali, ma da migliaia di immersioni e anni di dialogo silenzioso con l’oceano.
Antonella Pino d’Astore














