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Il brevetto ECOAQUA ottimizza la raccolta delle uova nei grandi acquari pubblici

Un’innovativa tecnologia sviluppata dal Grupos de Investigación en Acuicultura (GIA) y de Biodiversidad y Conservación (BIOCON) dell’Istituto Universitario ECOAQUA dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria (ULPGC) propone un sistema avanzato per la raccolta automatizzata delle uova di pesce e di altri organismi acquatici in ambienti controllati.

Il nuovo brevetto, di recente pubblicazione, migliora significativamente l’efficienza operativa, il benessere degli animali e la sostenibilità degli impianti di acquacoltura e dei grandi acquari pubblici.

Sistema, applicabile sia a vertebrati che a invertebrati

Il sistema, applicabile sia a vertebrati che a invertebrati, è stato concepito per facilitare la raccolta delle uova in vasche di coltura e acquari di grandi dimensioni, riducendo al minimo l’intervento umano e l’impatto sugli organismi.

L’invenzione è stata ideata dal dottor Andrea Martino insieme ai professori Daniel Montero, membro del Grupo de Investigación en Acuicultura (GIA), e Francisco Otero-Ferrer, del gruppo Biodiversidad y Conservación (BIOCON).

Il brevetto, pubblicato alla fine di novembre con il riferimento ES 3032361 A1, descrive un dispositivo capace di concentrare le uova prodotte nelle vasche grazie all’utilizzo del principio Venturi, che garantisce un’aspirazione stabile e continua.

«Una delle principali sfide nella produzione controllata di specie marine è la raccolta delle uova rilasciate in acqua senza danneggiarle, causare stress agli animali o alterare l’equilibrio delle vasche», spiega il dottor Martino. «Questo sistema consente una raccolta continua con un impatto minimo sugli organismi».

Il dispositivo viene integrato direttamente nelle vasche e convoglia le uova in una camera di concentrazione, dove vengono trattenute senza necessità di intervento manuale.

Il team di ricerca sottolinea come il sistema sia particolarmente indicato per specie di interesse commerciale e ornamentale, oltre che per programmi di conservazione e divulgazione scientifica nei grandi acquari pubblici.

Il dottor Andrea Martino aggiunge che sono già in corso valutazioni per possibili collaborazioni con aziende del settore e centri di ricerca interessati all’implementazione della tecnologia.

«Il nostro obiettivo è trasferire questo strumento al settore produttivo e contribuire a migliorare la sostenibilità dell’acquacoltura e degli acquari pubblici. Si tratta di una tecnologia semplice, robusta e basata su anni di esperienza operativa», conclude.

Immagine del collettore presso le strutture dell’Acquario di Genova (Italia) dove sono stati effettuati con successo i test sperimentali
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