Da Gennaio a novembre 2025 si sono registrati 60 decessi per incidenti acquatici nelle Isole Canarie, sette in meno rispetto allo stesso mese del 2024 (-10%).
Secondo i dati dell’Asociación para la Prevención de Accidentes Acuáticos nelle Isole Canarie, che opera lungo i 1.500 km di costa dell’arcipelago.
Nel mese di novembre sono stati segnalati sei incidenti, lo stesso numero registrato in ottobre.
Dall’inizio dell’anno, i mesi con il maggior numero di vittime sono stati gennaio e agosto, con otto decessi ciascuno, mentre il picco annuale è stato raggiunto tra agosto e settembre, con nove vittime per ciascun mese.
I livelli più bassi si sono registrati a febbraio, marzo, giugno e luglio, con tre decessi mensili.
Nel solo mese di novembre il bilancio complessivo comprende: 1 incidente molto grave, 3 gravi, 14 moderati, 8 lievi e 1 salvataggio senza feriti.
La media mensile dei decessi nella Comunità Autonoma si attesta a cinque persone, in calo rispetto ai sei decessi mensili rilevati nel 2024.
Vittime identificate
Tra le vittime identificate, il 22% erano turisti stranieri. Il 77% dei decessi ha riguardato uomini (46), mentre il 23% donne (14).
Nel periodo gennaio-novembre, Tenerife ha registrato il numero più alto di vittime (19), seguita da Gran Canaria (16), Lanzarote (11), Fuerteventura (6), La Gomera ed El Hierro (3 ciascuna), La Palma (2) e La Graciosa (0).
Le spiagge restano il luogo più rischioso, concentrando il 51% degli incidenti, seguite da porti e zone costiere (28%), piscine naturali (14%) e piscine (7%).
Quanto alle fasce orarie, il 70% degli incidenti è avvenuto nel pomeriggio (42 casi), il 22% al mattino (13) e l’1% in orario notturno (1). Nel 7% dei casi (4), l’orario non è stato specificato.

RTVC














