Scoperta una croce cristiana in un giacimento Guanche
Tenerife nasconde un nuovo, grande mistero preispanico.
I ricercatori indipendenti Gustavo Sánchez Romero, Santiago López Arencibia ed Emilio Rivero hanno rinvenuto nel territorio del comune di Buenavista del Norte una croce cristiana incisa in un megalito; perfettamente riconoscibile e orientata verso il sole, si trova in un luogo in cui gli indigeni precedenti la Conquista rendevano omaggio alla fertilità e all’osservazione delle stelle.
La scoperta, che rimette in discussione una possibile conoscenza del Cristianesimo da parte degli antichi canari, è stata pubblicata dal prestigioso Institutum Canarium di Vienna, prestigioso istituto che da più di 50 anni si dedica a ricerche interdisciplinari sulle Canarie e le culture mediterranee.
Il ritrovamento è avvenuto sul cosiddetto “Risco del Perro”, una roccia di 3,5 m per 1,6 ubicata nella laurisilva canaria, in un’area preistorica di più di 20 milioni di anni di antichità.
Secondo i ricercatori la pietra scolpita in forma di muso di cane allude alla centralità di questo animale nella cultura guanche: associato ai riti funerari come guida nell’Aldilà, era un animale chiave nelle civiltà pastorali, che soprattutto nei periodi di crisi se ne cibavano anche.
Gli scalini ben definiti, i piccoli canali incisi utilizzati per versare dei liquidi e rudimentali fornelli di diverse dimensioni e profondità fanno di questa roccia un altare, un luogo sacro in cui si celebravano riti relativi alla fertilità: un “almogarén”, termine con cui si indicavano i luoghi in cui gli aborigeni celebravano i loro riti religiosi.
È in questo luogo che si trova una croce cristiana latina incisa nella pietra, di circa 40 per 30 cm. Il suo orientamento a 64° coincide con il sorgere del sole nel solstizio d’estate.
Secondo gli esperti queste croci si trovano in zone importanti per i Guanche, luoghi di potere, culto o riunione, come quella ritrovata a Teno Alto, Buenavista del Norte, relativamente vicina alla zona studiata.
È il territorio compreso fra Daute e Icod nel quale secondo i dati ufficiali si rifugiarono i Guanche ribelli fino al 1517, mentre la Conquista terminò nel 1496.
Nella parte scoscesa in cui si trova la testa del cane, rivolta in direzione della Punta de Hidalgo, c’è uno spazio perfetto per una finestra solare la cui finalità era quella di registrare con precisione il sorgere dell’astro re, Magec per i Guanche, il 21 giugno.
Il solstizio d’estate segnava l’inizio dell’anno guanche: si rilasciavano i maschi delle capre perché ingravidassero le femmine e i raccolti erano al culmine (raccolta e trebbiatura).
Per Beñesmen, giorno centrale dell’estate (7 agosto), le capre erano gravide e si celebrava la festa rituale per l’inizio del ciclo della vita; il solstizio d’inverno 21 dicembre, segnava il giorno centrale dell’anno guanche poiché coincideva con la nascita dei capretti e la formazione di nuove greggi, elemento chiave dell’economia e, in definitiva, della sopravvivenza del popolo Guanche.
Tradotto dalla redazione














